Arquata del Tronto
Arquata del Tronto è un comune italiano di circa mille abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.
Appartiene alla Comunità montana del Tronto, confina con tre regioni (Lazio, Umbria ed Abruzzo), è l’unico comune d’Europa racchiuso all’interno di due aree naturali protette (il Parco nazionale dei Monti Sibillini a nord e il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud, ed è noto per la presenza della storica rocca medievale che sovrasta l’abitato.
Il territorio dell’Arquatano, prevalentemente montuoso, è caratterizzato dalla presenza del monte Vettore, del monte Ceresa, del massiccio dei Sibillini e della catena dei monti della Laga. Il paesaggio varia tra alpestri pareti scoscese che si avvicendano a fitti boschi di castagno, faggio e conifere; tra pendii e ampie balconate naturali, verdi campi e aree pascolive. Dalle cime più alte si scorgono i profili del Gran Sasso e del mare Adriatico.
Storia
Da sempre, il territorio è stato un importante centro nevralgico e strategico per la sua posizione dominante e per il passaggio della Via Salaria, importante via consolare costruita per il trasporto ed il commercio del sale che collegava Roma con il Mare Adriatico.
Il percorso iniziava dalle antiche mura aureliane della città e giungeva, dopo 50 miglia romane, a Rieti. Proseguiva fino ad Interocrium, il paese di Antrodoco, e qui si biforcava: un ramo raggiungeva Amiternum, l’Aquila e la costa, mentre l’altro risaliva la valle per superare gli Appennini e scendere lungo la forra del Tronto passando per Ad Martis, l’attuale borgo di Tufo, Surpicarum, l’abitato di Arquata del Tronto, Ad Centesimus, il paese di Trisungo, Asculum, la città di Ascoli, terminando il suo percorso a Castrum Truentinum, San Benedetto del Tronto.
Nell’XI sec. l’autonomia comunale di Arquata, con la relativa indipendenza che la città di Ascoli le aveva concesso, andò sempre più rafforzandosi tanto che nel XIII sec. Ascoli, con il contributo di Amatrice e Castel Trione, consolidò la fortezza sulla rupe per un maggior controllo e protezione dei confini occidentali, viste le continue mire espansionistiche di Norcia. Quest’ultima era soprattutto interessata a conquistare uno sbocco sul fiume Tronto e sulla Via Salaria.
Arquata, con la sua Rocca, entrò a far parte dello Stato Pontificio e vide accrescere sempre più la sua importanza territoriale, tanto che i pontefici le accordarono importanti privilegi, tra cui quello di esigere il “passo”, cioè il pedaggio, da tutti coloro che percorrevano la Via Salaria.
Il 22 Dicembre 1860 venne emanato il Regio decreto nr. 4495 con la quale si dichiarava che il territorio delle Marche veniva suddiviso in Province, Circondari, Mandamenti e Comuni. A seguito di questo decreto, la provincia di Ascoli fino al 1927 fu divisa in due Circondari, quello di Fermo e quello di Ascoli, a loro volta suddivisi in Mandamenti e Comuni. Il circondario di Ascoli era suddiviso in 6 Mandamenti e 43 Comuni. Arquata era uno dei 6 Mandamenti che comprendeva le seguenti località: Acquasanta Terme, Arquata, Montacuto, Montecalvo del Castellano, Montegallo, Quintodecimo e Santa Maria del Tronto.
Assunse il nome ufficiale di Arquata del Tronto nel 1862 come riportato nella delibera del consiglio comunale del 5 Agosto 1862 e successivamente nel Regio decreto nr. 978 del 9 Novembre dello stesso anno.
L’evoluzione demografica di Arquata del Tronto ha visto negli anni un forte decremento a causa dell’emigrazione verso le grandi città o paesi stranieri.
LEGGENDE, MANIFESTAZIONI E RIEVOCAZIONI STORICHE, FESTE PATRONALI
- La discesa delle Fate, che spiega l’origine del paese di Pretare (16 Agosto);
- Alla Corte della Regina, che ricorda la regina Giovanna D’Angiò: (19 Agosto Arquata)
- Il castello di Arquata partecipa alla Quintana di Ascoli Piceno ( 5 Agosto)
- Madonna delle Coste in onore della Madonna (Pellegrinaggio da Capodacqua – 19 Settembre)
- San Martino- castagne e vini novello all’aperto (11 Novembre)
- Focaraccio- fuoco in onore della Madonna di Loreto (9 Dicembre) ;
- Sant’Antonio corteo di stornellatori in onore del Santo (16 Gennaio);
- Cristo Morto processione in costume (Pescara-Spelonga-Trisungo a turno – Venerdi Santo);
- La Leggenda di Pilato*, che narra appunto della tragica sorte del governatore romano Ponzio Pilato dopo la crocifissione di Gesù.
- Festa Bella – rievocazione della battaglia di Lepanto (Spelonga- Agosto)
- Madonna del Chiarino fiaccolata in onore della Madonna (Colle – seconda settimana di Settembre)
- La Pasquella canti e stornelli sulle vie e nelle case per aspettare L’Epifania ( 5 Gennaio)
- Sant’Agata crispellara canti e crispelle in onore della Santa (Spelonga 5 Febbraio)
- La leggenda di Annibale – leggenda di Annibale, generale Cartaginese (Macera della Morte)
- Marrone che passione _ fiera mercato delle castagne e dei prodotti tipici locali (Trisungo-ultima domenica di Ottobre).
In ogni borgo si svolgono feste patronali in onore del Santo patrono, organizzate dai Santesi, con riti religiosi, giochi, serate danzanti e cene all’aperto.
Tutta la comunità comunque partecipa all’organizzazione di feste e rievocazioni.
Il territorio presenta altre leggende e storie minori ed è ricco di chiese, monumenti, opere d’arte, percorsi naturalistici, ricette e giochi tradizionali.
Link Utili
Itinerari
Meteo
Frazioni
Storia ed informazioni sulle frazioni del comune d’Arquata del Tronto. Attività commerciali, strutture ricettive e molto altro.
- Arquata Capoluogo
- Spelonga
- Colle di Arquata
- Faete
- Trisungo
- Borgo di Arquata
- Piedilama
- Pretare
- Pescara del Tronto
- Capodacqua
- Tufo
- Vezzano
- Camartina
- Forca di Presta
- Forca Canapine
- Case Sparse
Itinerari
Scenari diversissimi e di eccezionale varietà convivono nella valle arquatana, solcata da una fitta trama di sentieri che vanno dai 600 metri del letto del fiume Tronto fino ai 2476 metri della cima più alta dei Sibillini a nord e fino ai 2000 metri sulla Laga a sud.
