Pacchetti
ARQUATA DEL TRONTO
Pantani di Accumoli dal Valico di Forca Canapine – S.P. Nursina (Monti Sibillini e Monti della Laga)
Difficoltà: Turistico (T) – Tipo di percorso: Andata/Ritorno – Lunghezza 7 km – Dislivello 100 m – Durata 2h 30 (circa) soste escluse. Descrizione: dal Valico di Forca Canapine (1541 m) lungo la Strada Provinciale Nursina si prosegue in direzione Sud verso la conca dei Pantani di Accumoli (1588 m). I Pantani sono dei piccoli laghetti di origine glaciale, al confine tra i Monti Sibillini ed i Monti della Laga, situati in una piccola vallata ricca di pascoli e scorci panoramici di rara bellezza. Durante i periodi che vanno da fine Aprile a fine Ottobre, i Pantani di Accumoli sono un vero paradiso naturalistico, dove tutte le mattine si trasformano in una sorta di set cinematografico, grazie alla presenza di tori, mucche e cavalli che vivono allo stato brado e vi si recano per pascolare ed abbeverarsi. Lungo il tragitto si potranno ammirare anche le magnifiche orchidee spontanee tipiche del luogo. Una volta arrivati si fa il giro dei laghetti e si torna indietro per la stessa strada. Il percorso è privo di difficoltà e pericoli perciò è adatto a tutti.
Sentiero di tutti dal Valico di Forca di Presta al Belvedere (Monti Sibillini)
Difficoltà: Turistico (T) – Tipo di percorso: Andata/Ritorno – Lunghezza: 7 km – Dislivello 130 m – Durata 2h 30 (circa) soste escluse. Descrizione: dal Valico di Forca di Presta (1550 m) si prosegue in direzione Sud-Ovest verso il Belvedere (1577 m). Il percorso permette a tutti di godere dei meravigliosi panorami mozzafiato del Mare Adriatico e dei Monti della Laga ad Est, della Piana di Castelluccio ad Ovest e a Nord-Est di sua maestà il Monte Vettore (2476 m), la cima più alta dei Monti Sibillini. Oltre a splendide faggete si potranno ammirare anche greggi di pecore, mucche e cavalli allo stato brado. Una volta arrivati al Belvedere si torna indietro per la stessa strada. Il percorso è facile e adatto a tutti.
Lago di Pilato dal Valico di Forca di Presta (Monti Sibillini)
Descrizione: dal Valico di Forca di Presta (1550 m), che segna il confine tra Marche e Umbria, si prosegue in salita in direzione Nord-Est verso il Rifugio Tito Zilioli (2250 m).
Il percorso permette a tutti di godere panorami mozzafiato sulla Piana di Castelluccio ad Ovest, ad Est sul Mare Adriatico e Monte dell’Ascensione e a Sud-Est sui Monti Gemelli e Monti della Laga. Una volta arrivati al rifugio si scende sulla destra in direzione del Lago di Pilato (1941 m), conosciuto e definito anche come “Il Lago con gli occhiali” per la forma dei suoi invasi complementari e comunicanti nei periodi di maggiore presenza di acqua. Si è formato grazie allo sbarramento creato dai resti di una morena in epoca glaciale nel periodo del Pleistocene superiore (da 125.000 a 10.000 anni fa). E’ l’unico lago naturale e glaciale di tipo alpino delle Marche ed è racchiuso nella stretta valle glaciale a nord del Monte Vettore (2476 m), il massiccio più alto dell’Appennino. Il lago ospita un piccolo e particolare crostaceo endemico di colore rosso, chiamato il Chirocefalo del Marchesoni, di dimensioni che variano dai 9 ai 12 millimetri, nuota con il ventre rivolto verso l’alto, è stato scoperto solo negli anni 50 e vive solo in questo lago. Nella zona è presente anche un piccolo insetto definito Ditiscide, un coleottero acquatico nero di origine boreo-alpina. Il percorso è di medio/alta difficoltà per la presenza di rocce friabili e ciottoli che lo rendono instabile ed è quindi consigliabile alle persone allenate, con una media esperienza di trekking in montagna e non è adatto ai bambini al di sotto dei 14 anni.
Anello di Spelonga – Madonna dei Santi (Monti della Laga)
Descrizione: dalla Piazza di Spelonga, luogo dove sono state girate alcune scene del film di “Serafino” con Adriano Celentano ed Ottavia Piccolo, si prosegue in direzione Nord-Est verso la Chiesetta di Sant’Emidio (970 m) per poi salire sulla sinistra verso un crocevia che collega le frazioni di Faete (756 m) e di Spelonga (946 m). Qui si prosegue diritto verso l’Eremo della Madonna dei Santi (1128 m), un gioiello incastonato tra castagneti secolari ed il fascino dei Monti della Laga. Dopo 200 m dal secondo fosso che si incontra lungo il percorso, prendere la strada che sale sulla destra in direzione dell’Eremo.
Poco prima di arrivare, prendendo una deviazione a sinistra, si trova una roccia di arenaria dove, la leggenda narra che delle persone ci videro una donna, la “Vergine Maria”, intenta a lavare e stendere le fasce del suo bambino e chiese loro di erigere lì una chiesa. In seguito su quella roccia vi si recarono a strofinarsi coloro che avevano il mal di schiena e le donne il ventre come segno di fertilità. Ancora oggi sono visibili le incisioni fatte in segno di devozione.
Dall’Eremo della Madonna dei Santi si prosegue in direzione Sud-Ovest, verso destra, per uscire dal bosco di castagneti secolari e raggiungere dopo quasi 1 km, svoltando a destra, la strada brecciata che conduce fino a Spelonga.
Quasi tutto il percorso si affaccia a Nord sui panorami mozzafiato dei Monti Sibillini, a Est sul Monte Ceresa, a Sud sui Monti della Laga ed è facile e accessibile a tutti.
Da Arquata del Tronto ad Accumoli – Cammino nelle Terre Mutate (Tappa 9) (Monti Sibillini)
La prima parte del percorso si svolge nella parte sud-orientale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e per gran parte della sua durata si affaccia sul territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
A destra del ponte di borgo di Camartina inizia il percorso in direzione Pescara del Tronto. Dopo aver fatto qualche chilometro in salita, in direzione della Fortezza di Arquata del Tronto, si scende a destra per prendere il tratto di asfalto della Salaria Vecchia, attualmente chiusa al traffico, per Pescara del Tronto per poi immergersi nei boschi lungo il sentiero storico tra Tufo-Capodacqua ed Accumoli.
Questa tappa del CTM ci porta da Arquata del Tronto, uno dei comuni più devastati dai terremoti del 2016-17, fino ad Accumoli in vicinanza dell’epicentro del terremoto del 24 agosto 2016.
La tappa è di media difficolta e lunghezza.
ACQUASANTA TERME
Paggese – Castel di Luco – Mulino Piedicava (Antiche Mulattiere Acquasantane) (Monti della Laga)
Dalla piazza di Paggese (447 m) si prende la strada a destra che in leggera discesa costeggia la chiesa di San Lorenzo. Si attraversa il borgo percorrendo le strette stradine dove è possibile ammirare le “Pietre Parlanti” (iscrizioni latine sui portali o sulle cornici delle finestre) e seguendo una via lastricata si raggiunge un fontanile recentemente ristrutturato. Proseguendo (10 minuti) si giunge ad un bivio, alle prime case di Luco, sotto l’omonimo castello. Prendere a destra e seguire la strada lasciando alle spalle la deviazione verso il Monastero di Valledacqua.
Il sentiero, sempre ben evidente, attraversa campi lavorati e piccoli agglomerati di case fino ad arrivare alla frazione di Piedicava.
Dopo una breve discesa si arriva al Mulino Angelini preservato fino ad oggi, inagibile dopo il sisma. Da qui si torna indietro per la stessa strada. Al termine dell’escursione chi vorrà, potrà rigenerarsi con un bel bagno nelle meravigliose acque sulfuree de “Lu Vurghe”, poco distante da Paggese.
Il percorso è facile e adatto a tutti.
Cascata della Prata (Antiche Mulattiere Acquasantane) (Monti della Laga)
Il punto di partenza si trova presso la frazione di Umito. Si può lasciare l’auto nel piccolo parcheggio in fondo all’agglomerato di case. Da qui proseguire a piedi seguendo le indicazioni per le Cascate della Prata.
Il primo tratto è molto agevole e percorso anche da mezzi per raggiungere i numerosi castagneti, curati in maniera impeccabile dai proprietari. Il percorso è caratterizzato dalla vista o dal rumore dell’acqua che scorre. Infatti si sviluppa per buona parte a ridosso dei corsi d’acqua, circondato da una vegetazione rigogliosa e lussureggiante: muschio, felci e altre specie amanti di ambiente umidi. Un clima rigenerante per corpo e mente, in particolare d’ estate quando si desidera prendere una pausa dal caldo e dall’ambiente urbano. La seconda parte del sentiero inizia con una deviazione a monte, seguendo l’indicazione Prata dopo circa 2 km di cammino.
Potrebbe risultare un pochino più impegnativa dato il dislivello che si andrà a percorrere. La recente ristrutturazione del percorso, ha ridisegnato a serpentina i tratti più impervi, realizzato balaustre e circa un centinaio di scalini.
Il fiume arricchisce la scenografia di percorso con piccoli salti e ristagni che rendono questo angolo dei Monti della Laga un posto magico per fermarsi e meditare su uno degli angoli allestiti con tavoli e sedute, in perfetta armonia con la natura.
La sorpresa più grande arriverà superati gli ultimi tratti, quando il salto della cascata principale si presenterà al cospetto in tutta la sua bellezza. Il sentiero termina proprio sotto la cascata, particolarmente suggestiva nel periodo di massima portata.
Al ritorno si segue lo stesso itinerario. Percorso facile e adatto a tutti.
Anello piccolo della Fonte Vecchia di San Gregorio (Antiche Mulattiere Acquasantane) (Monti della Laga)
Appena usciti dal paese, si lascia la via principale a favore della stradina che sale parallela verso sinistra e si inoltra nel bosco con lieve pendenza. Percorrendola fin quando non si arriva ad un incrocio in prossimità della “Vall’a Sorv” sotto il Monte Sorbo (o Settefaura Settefate).
Qui ci si può fermare nella piccola area di sosta, si riparte poi prendendo l’ampia via a sinistra con alcuni interessanti scorci panoramici verso l’Abruzzo. Si Scende fino alla fine della strada e si prosegue verso il sentiero che piega leggermente a sinistra, da questo punto la pendenza si fa un pochino più accentuata e si deve porre un pochino di attenzione. Dopo qualche centinaio di metri si sbuca sull’ampio sentiero che proviene pressoché in piano da Fleno – Forcella. Continua fino ad incontrare la “Fonte vecchia”, dove l’acqua sgorga freschissima nella Fonte-Lavatoio direttamente dalla sorgente posta pochi metri più a monte. Un tempo le donne del paese venivano fin qui a riempire le conche in rame che riportavano a casa poggiate su un canovaccio arrotolato sulla testa.
Da qui si riprende il sentiero per arrivare a San Gregorio per chiudere l’anello, dove è possibile vedere la casa natale di Giovanni Piccioni nato nel 1798 e ricordato dalla Storia come il “Brigante” e dove si possono ammirare diversi gruppi montuosi come il Gran Sasso, il Vettore, i Monti Gemelli e il monte dell’Ascensione.
Percorso facile e adatto a tutti.
Da Tallacano a Poggio Rocchetta – Grotta del Petrienno (Appennino Perduto)
Tallacano è un antico borgo situato su di un cucuzzolo, nel comune di Acquasanta Terme, ormai disabitato per via degli eventi sismici del 2016.
Per accedere al sentiero si deve lasciare l’auto poco prima di Tallacano, dopodiché si prende la carrareccia fino al paese di Poggio Rocchetta. A questa altezza troverete sulla sinistra l’indicazione per Agore.
Da qui inizia un sentiero che entra nel bosco, dove si potrà sentire il dolce scorrere dell’acqua del torrente.
In tutta l’escursione si potranno ammirare grotte e altre 7 cascate, una più bella dell’altra.
Dopo 3 km circa di camminata in mezzo al bosco, si arriva ad un punto in cui si trova un crocevia e per chiudere l’anello si scende verso la Grotta del Petrienno. Scendendo ci si imbatte in altre due cascate, di cui una piuttosto alta. La Grotta del Petrienno è una cavità larga circa 60 m e profonda 15, nascosta quasi interamente da alberi e incassata in una stretta valle del tutto invisibile a distanza. Per accedere a questo luogo magico è possibile passare sotto una bellissima cascata. All’interno si potrà vedere antichi edifici costruiti in pietra. Queste costruzioni fungevano da fattorie dove tenere animali da pastorizia, prevalentemente pecore.
Dopo la visita della Grotta del Petrienno si continua fino ad arrivare all’antico abitato di Poggio Rocchetta, dove si incontrerà la Cascata di Agore.
Per il rientro continuare da Poggio Rocchetta per Tallacano. Il percorso è di media difficoltà e adatto a tutti.
Canyon delle Gole del Rio Garrafo (Asa Speleo Club di Acquasanta Terme) (Monti della Laga)
A cavallo tra i Monti Sibillini e i Monti della Laga, la natura custodisce un canyon spettacolare formato dalle Gole del Rio Garrafo. A impreziosire questo posto fantastico c’è un piccolo torrente che solca il canyon, costeggiato da rocce e da una rigogliosa vegetazione.
Escursione imperdibile ed estremamente suggestiva che ha come scenario le Gole del Garrafo, la Cascata del Gaglierto e la Grotta Fredda. Poco prima della frazione di Pito, si scende per la sterrata a destra che scende ripidamente verso il fiume. Si arriva ad un ponte in legno e dopo averlo attraversato si giunge al vecchio Mulino del Gaglierto. Si prosegue il sentierino sulla destra e dopo pochi metri si trova la spettacolare Cascata del Gaglierto. Si riprende il sentiero in salita per svoltare poi per un sentierino a sinistra, che scende verso il Garrafo. Qui il sentiero diventa attrezzato e quindi consigliato a escursionisti esperti, attrezzati e preferibilmente guidati. Il percorso si snoda nelle spettacolari gole, quasi sempre attrezzato con corde o cavo. Anche se le altezze non sono mai esorbitanti, uno scivolone potrebbe essere fatale. Si arriva all’ingresso della Grotta Fredda. La visita all’interno è veramente bellissima. Si entra dall’ingresso più alto, per poi uscire strisciando per una ventina di metri, da un’altra uscita. Ovviamente in questa escursione si viene accompagnati da personale esperto e qualificato. Usciti dalla grotta si continua nel Canyon fino ad arrivare ad Acquasanta Terme. Escursione mozzafiato, letteralmente spettacolare, ma da non sottovalutare tecnicamente. Si consiglia di farla con guida esperta.
Percorso non adatto ai bambini al di sotto dei 14 anni.
ROCCAFLUVIONE
Anello di Forcella – “Il Sentiero Angelini” (Associazione Amici di Forcella) (Appennino Perduto)
L’itinerario inizia partendo dalla Chiesa di Sant’Antonio (496 m) di Forcella dove, dopo aver oltrepassato il paese, si raggiunge la Fonte (502 m).
Da qui si prosegue verso Est, in un sentiero caratterizzato dalla tipica macchia mediterranea, fino ad arrivare, verso Nord, alla Piana della Forcella (694 m). Da qui si scende in direzione Sud-Ovest tra bosco di faggi e balze rocciose fino a scendere a quota 620 m. Dirigendosi verso Sud, il sentiero costeggia suggestive balze di arenaria che arrivano fino a Forcella.
In passato è stato il mezzo e la via di comunicazione più importante tra i vari borghi limitrofi ad esso.
Al termine dell’escursione si potrà fare il bagno nelle splendide acque della Cascata della Forcella che si trova a 15 minuti dalla Chiesa di San Giovanni ad Sturman, ubicata lungo la strada di ritorno da Forcella.
Percorso non adatto a tutti. Alcuni tratti del sentiero presentano cenge esposte o ripide salite/discese dove la caduta potrebbe causare gravi lesioni.
Da Castello di Venarotta a Ficocchia – Cascata Arena (Tappa 2) (Grande Anello dei Borghi Ascolani)
Difficoltà: Escursionistico (E) – Tipo di percorso: Andata – Lunghezza: 12 km – Dislivello (+) 769 m Dislivello (-) 544 m – Durata 3/4 ore (circa) soste escluse.
In questa tappa si giunge alla colonia di Ficocchia, con il suo enorme banco di arenaria a strapiombo sulla valle del Fluvione, da dove si gode una splendida vista dei Monti Sibillini. Attraversando la Val Fluvione si possono osservare alcuni importanti mulini idraulici, come il Mulino Pignoloni che risale al 1629, e la Cascata Arena. Si prosegue verso Pedara di Roccafluvione e la chiesa Sant’Ippolito e Cassiano fino ad arrivare ai ruderi del Castello di Pizzorullo avvolti da una lussureggiante vegetazione sulla cima del colle solitario che guarda l’alta valle del Fluvione. Il percorso è di media difficoltà e adatto a tutti.
Da Forcella a Valledacqua – Cascata di Forcella (Tappa 5) (Grande Anello dei Borghi Ascolani)
In questa tappa si inizia con un fantastico scenario naturale, quello della pittoresca Cascata di Forcella, formata dal salto del Rio Tallacano nel fiume Tronto. Immerso in questo luogo privilegiato c’è l’antico Mulino Pompili, risalente al XII secolo. Attraversato il fiume Tronto si arriva alle sorgenti d’acqua sulfuree de Lu Vurghe in frazione Santa Maria note sin dall’epoca romana, per le loro proprietà curative. Le sue acque sulfuree e salsobromoiodiche sgorgano azzurrognole a 38,6° in fondo a una serie di grotte. Il cammino prosegue verso il borgo medievale di Paggese, la piccola Ascoli in travertino famosa per le sue pietre parlanti (iscrizioni in lingua latina incise sugli architravi di porte e finestre).
La chiesa di San Lorenzo, nella piazza principale del paese è un piccolo scrigno ricolmo di arte.
Attraverso un breve cammino si arriva a Castel di Luco, una struttura fortificata posta su un’altura di travertino a guardia della valle. Infine attraverso una delle antiche vie mulattiere di Acquasanta Terme si giunge nella piccola frazione di Valledacqua e alla vicina Abbazia di San Benedetto.
Il percorso è facile e adatto a tutti.
MONTEGALLO
Anello dal Passo del Galluccio al Monte Ceresa (Appennino Perduto)
Il percorso inizia su una strada sterrata in località Passo del Galluccio (1.172 m), dalla strada provinciale che collega Arquata del Tronto con Montegallo, e arriva fino alla cima del Monte Ceresa (1.494 m), la vetta più alta dell’Appennino perduto.
Una volta arrivati ad uno slargo, in alto a sinistra, c’è una piccola costruzione e da qui il sentiero continua sulla destra in salita fino alla vetta. Per il rientro si torna indietro per la stessa strada.
Il percorso è privo di difficoltà e pericoli perciò è adatto a tutti.
Da Balzo all’Eremo di San Francesco per la Via Crucis di Corbara
Il percorso inizia dentro il borgo di Balzetto di Balzo di Montegallo, dove troviamo il cartello che indica il sentiero verso Corbara. Dopo circa una mezz’ora di cammino si raggiunge l’abitato di Corbara, prestando attenzione ad evitare tutte le deviazioni del sentiero che conducono a destra. Il borgo è caratterizzato da edificazioni attaccate alla roccia e da qui si trovano le indicazioni che conducono all’Eremo di San Francesco risalendo per la scalinata delle postazioni della Via Crucis. Sia qui che all’Eremo è possibile dissetarsi.
Il ritorno si fa sulla stessa strada. Percorso facile e adatto a tutti.
Anello di Astorara e della Lavanda dei Sibillini – percorso Rosso – Sentiero dei Bimbi (Monti Sibillini)
Dal Rifugio Agrimusicismo, ubicato nella piccola Frazione di Astorara nel Comune di Montegallo, si prosegue lungo la strada asfaltata oltrepassando il piccolo abitato di Colleluce fino al bivio.
Da qui si prosegue a sinistra lungo la strada brecciata che risale e poco dopo si incontra un bivio a destra che conduce alla Chiesa di Santa Maria in Pantano. Da qui si prosegue sul sentiero principale che risale a sx per raggiunge uno dei punti più alti del percorso da dove si può godere di una veduta spettacolare e dove si trova un’antica fonte chiamata Fonte Graniera. Proseguendo sul percorso si incontra uno slargo a sinistra dove si può intravedere un vecchio rifugio di pastori. Da qui si riscende fino ad un primo bivio dove proseguire dritto e poco dopo si incontra il secondo bivio da imboccare per costeggiare la piantagione della Lavanda dei Sibillini.
Si prosegue fino a raggiungere il fontanile del piccolo abitato di Astorara e qui si riprende la strada asfaltata a sinistra che riporta al Rifugio Agrimusicismo.
Il percorso è facile, adatto a tutti e ideale per famiglie con bambini da 4 a 10 anni che vogliono fare un’escursione immersi nella natura e nelle fioriture spontanee primaverili ed estive. Sono ammessi cani tenuti al guinzaglio.
Nel periodo di Giugno si può vedere la fioritura di Papaveri rossi e bianchi, margherite e orchidee selvatiche, mentre a Luglio la fioritura della Lavanda dei Sibillini e dei Gigli arancioni selvatici.
MONTEMONACO
Sulla Montagna Magica – Anello del Monte Sibilla (Monti Sibillini)
Il percorso è ad anello e arriva sulla vetta del Monte Sibilla (2.173 m) che ha, da sempre, evocato fantastiche leggende legate alla sua grotta così inaccessibile e avvolta di mistero. La Sibilla è infatti anche la montagna simbolo della Terra Madre dove giunsero nel Medioevo, da tutta Europa, cavalieri erranti e dove i giovani andavano a sognare, perché lì i sogni assumevano un significato speciale, forse per il fascino dei suoi paesaggi o forse per la presenza di ammalianti fate. La Grotta della Sibilla o Grotta delle Fate deve il suo nome alla leggenda della Sibilla Appenninica, secondo la quale era l’accesso al mondo incantato della Regina Sibilla, una profetessa che si mostrava all’uomo da un’apertura situata nella parete orientale della cima del Monte Sibilla a quota 2.150 m, chiamata appunto Grotta o antro della Sibilla, ormai crollata.
Dal Rifugio Sibilla si prosegue in direzione del sentiero che conduce fino al Monte Zampa (1.791 m) e poi da lì il percorso si farà tutto in cresta, con una vista spettacolare sul Mar Adriatico, fino alla cima del Monte Sibilla passando per la Grotta delle Fate. Da qui si riparte per la strada di ritorno lungo una carrareccia che conduce fino al Rifugio Sibilla. Il percorso è adatto a tutti.
Per raggiungere il Rifugio Sibilla il comune di Montemonaco mette a disposizione un bus navetta che parte dal centro di Montemonaco nei seguenti giorni e orari (anno 2022):
