Parchi

GRAN SASSO

Dalla sua istituzione, nel 1995, il parco si estende su tre Regioni: l’Abruzzo, il Lazio e le Marche, e su cinque province: L’Aquila, Teramo, Pescara, Ascoli Piceno e Rieti, comprendendo ben 44 comuni.
E’ un territorio cerniera tra la regione euro-siberiana e quella mediterranea, con più di venti vette che superano i 2000 metri di altitudine in cui si localizza la montagna più elevata dell’Appennino (Corno Grande 2.912 m) che racchiude l’unico ghiacciaio dell’Europa meridionale.
La posizione geografica, l’altezza raggiunta dalle montagne, nonché la differente geologia dei rilievi: calcari e dolomie sul Gran Sasso e sui Monti Gemelli, arenarie e marne sui Monti della Laga, determinano una straordinaria ricchezza di specie animali e vegetali, nonché una varietà di ecosistemi e paesaggi davvero unica.
Il parco si estende per una superficie di circa 141.341 ettari su un terreno prevalentemente montuoso, comprendente il massiccio del Gran Sasso d’Italia e la catena dei Monti della Laga, posta poco più a nord di questo lungo la stessa dorsale orientale dell’Appennino centrale abruzzese.

PARCO DEI SIBILLINI

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini che si erge nel cuore dell’Italia, tra le Marche e l’Umbria, è un vasto massiccio montuoso caratterizzato da oltre venti vette che superano i duemila metri di quota e che raggiungono, con il M. Vettore i 2.476 m.
Il territorio, di origine prettamente calcarea, è stato profondamente modellato dall’azione dei ghiacciai del Quaternario che ha dato origine a splendidi circhi glaciali, come quelli del Vettore e del M. Bove.
La vegetazione è formata alle quote inferiori da boschi di roverella, carpino nero ed orniello, mentre al di sopra dei 1.000 m prevalgono le faggete che dai 1.400 m diventano pure.
Alle quote più elevate, le praterie altitudinali dove sono presenti specie assai rare e vistose come la stella alpina dell’Appennino, la genziana appenninica o il salice nano che è considerato l’albero più piccolo al mondo.
Faunisticamente il parco ospita specie assai rare ed importanti come il lupo, l’aquila reale, il falco pellegrino. Grazie a dei progetti di reintroduzione realizzati dal Parco sono inoltre ritornati a vivere nell’area il Camoscio appennino ed il Cervo.
L’intero territorio è inoltre conosciuto, sin dal Medioevo, come uno dei più leggendari d’Europa per la presenza della mitica maga Sibilla, della spaventosa Valle dell’Infernaccio dove ancora aleggiano i ricordi di antichi riti negromantici o del “Demoniaco” lago di Pilato.
Più a valle però, tutto intorno al massiccio montuoso, quasi a guisa di corona, le antiche chiese, le pievi romaniche, i santuari, i monasteri ed i piccoli borghi montani, luoghi di grande bellezza e di profonda spiritualità.