Montemonaco

Montemonaco sorge nell’alta valle dell’Aso, su un leggero pianoro di cresta prospiciente Monte Zampa e Monte Sibilla ad una quota di 988 m s.l.m. È per altezza il secondo comune delle Marche.

Il territorio comunale ricade per la maggior parte all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e spazia dalle vette del Massiccio del Vettore, nel cui alveo morenico è ospitato il Lago di Pilato, a quelle dell’Argentella, Pizzo del Diavolo, Palazzo Borghese, Monte Porche che segnano il confine amministrativo con Norcia e l’Umbria, fino alle creste di Monte Sibilla e il Comune di Montefortino verso nordest. Dai morbidi pendii erbosi di Monte Sibilla e Monte Zampa fino al degradare del paesaggio collinare verso Comunanza. Dalle colline sul lato sud dell’alta valle dell’Aso e Monte Altino si estende agli altopiani prossimi alla chiesa di Santa Maria in Pantano nel Comune di Montegallo.

 

Storia

Montemonaco è così chiamato perchè su questa altura avevano trovato rifugio i monaci benedettini, primi colonizzatori delle nostre zone montane, quando le terre incolte e le fitte foreste si mutarono in fertili campi con colture adatte all’asprezza del clima.

Verso la fine del secolo XIII i vari nuclei rurali autonomi disseminati ai piedi dei monti Sibillini per convenzione, si unirono e si costituirono in libero comune. Proclamarono come loro capoluogo Montemonaco, “monte del monaco”, l’altura al centro del territorio, facile da difendersi, primo nucleo radiante spiritualità e civiltà.

A difesa delle loro libertà i montemonachesi costruirono le massicce mura castellane, intervallate da robusti torrioni.

Finita l’epoca delle signorie iniziò la fase più florida del libero comune. Nella seconda metà del 400’ a Montemonaco vennero rifatti torrioni, ponti e mulini e nuovo impulso ricevettero le attività tradizionali come l’agricoltura e l’allevamento del bestiame che alimentarono nuovi commerci e traffici.

Dopo tale periodo di prosperità Montemonaco, a partire dalla metà del XVI sec., fu investito da una crisi politica e economica. Dal 1530 il papato incrementò di continuo il carico tributario sulle comunità dello Stato della Chiesa. Ciò consolidò l’autorità politica del pontificie all’interno del suo dominio temporale a scapito della autonomia dei liberi comuni ma a lungo andare provocò il ristagno delle attività economiche. Nel 1592 Clemente VIII istituì la Congregazione del Buon Governo col compito di controllare ed approvare i bilanci preventivi delle comunità dello Stato Pontificio; cosicché controllando la gestione finanziaria del Comune di fatto lo controllava anche politicamente.

 

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Frazioni

Distanza, storia ed informazioni sulle frazioni del comune di Montemonaco. Attività commerciali, strutture ricettive e molto altro.

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