SPAZIO APPROFONDIMENTI FONTE PALUMBO, IL PREZZO PAGATO PER LA LIBERTA’ E LA PACE

Lungo la tortuosa e solitaria strada provinciale n° 47, gli ampi altipiani che si allungano intorno al borgo
di Pagliaroli e la “Fonte della Palomba concedono agli automobilisti in transito, un gradito respiro,
permettendo di distogliere lo sguardo verso i maestosi profili appenninici del Gran Sasso e dei Monti
della Laga.

Lasciato sulla destra un evidente bivio verso l’alta valle del Tordino, ecco all’improvviso delinearsi un
sobrio e discontinuo presidio di case, prima con prospetti moderni e signorili più avanti invece, con
qualche manufatto edilizio più datato.

E’ l’abitato di Fonte Palumbo di Cortino, 980 metri di altitudine, un luogo dove si respira un’atmosfera
silenziosa e pacata nella quale i momenti di contemplazione interiore, possono finalmente esprimere
quelle libere capacità sensitive proprie di ciascun individuo. In alto le abetaie del Monte Bilanciere
annunciano presenze vegetazionali di particolare interesse botanico, mentre verso est i verdeggianti
riflessi dei Piani di S. Lucia e dei sottostanti Piani di Elce, accompagnano le profondità visive che osano
sconfinare in lontananza fin verso le pianure adriatiche e l’azzurro del mare.

Sembra incredibile in tale contesto dover collegare queste meravigliose apparenze al tragici episodi
legati alla resistenza teramana del settembre del 1943, periodo in cui le incancellabili brutalità della
guerra hanno inteso violare persino gli incontaminati crinali dei Monti della Laga, dopo le conseguenze
relative al primo vittorioso intervento della resistenza antifascista avvenuto in località Bosco Martese, il
25 settembre del 1943, a scapito di un battaglione tedesco.

Nei giorni successivi infatti, la rappresaglia nazista non si fece attendere e le zone limitrofe furono
inevitabilmente messe a ferro e fuoco. La scoperta di un piccolo deposito di armi e munizioni destinate ai
partigiani, proprio all’interno di una casa di Fonte Palumbo, costò purtroppo il caro prezzo dell’eccidio di
sei cittadini locali, barbaramente trucidati con ferocia disumana sul ciglio della strada nei pressi del
villaggio.

L’episodio continua ovviamente ad essere ancora presente ai nostri giorni, nelle memorie della piccola
ma laboriosa comunità locale e pertanto giustamente rievocato appena possibile, attraverso adeguate
commemorazioni in coincidenza delle annuali ricorrenze, oppure all’interno di rassegne culturali
organizzate durante la stagione estiva.

Anche questo piccolo borgo ha pagato dunque il suo salato prezzo alla storia, pur di garantire alle
generazioni successive il primario bisogno di liberta. Ed è per tale ragione che queste famiglie ancora
saldamente legate al loro passato, continuano con caparbietà a proporsi per ripudiare i devastanti effetti
di ideologie perverse nemiche della dignità umana, e per ribadire con forza i valori del rispetto della vita
delle persone, della pace come orizzonte storico necessario e della partecipazione democratica a
comuni prospettive di sviluppo.

“Per educare il popolo alla pace, possiamo usare parole o possiamo parlare con le nostre vite” (THÍCH
NHẤT HẠNH monaco buddhista, poeta e attivista vietnamita per la pace). Alla Comunità di Fonte
Palumbo di Cortino, nel giorno della settantanovesima ricorrenza dell eccidio di Fonte Palumbo di
Cortino (TE) del 28/09/1943, in ricordo delle vittime: DE CAMILLIS Luigi, DE DOMINICIS Alfonso,
LIBERATO Domenico, LIBERATO Lorenzo, MARINI Alfredo e OLIVIERI Antonio. Lo Staff di Borghi e
Sentieri della Laga

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