Quello che sta facendo l’associazione tutela escursionisti e scialpinisti.
Nell’agosto 2020 è uscito il nuovo regolamento dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise che
ha posto molti vincoli e divieti, fino a pregiudicarle, alle attività escursionistiche: escursionismo di vetta,
sciescursionismo, alpinismo, scialpinismo, escursionismo a cavallo, escursionismo con il proprio cane di
compagnia.
Dall’oggi al domani sono state annientate le passioni della vita di tanti veri appassionati della natura,
delle montagne, delle foreste.
Non sono state date dall’Ente Parco forti, specifiche, puntuali motivazioni scientifiche per i divieti. L’unica
leggittimazione che avrebbe l’Ente Parco per limitare il diritto alla libera circolazione sancito dall’art. 16
della costituzione sarebbero le giustificazioni scientifiche forti, specifiche, puntuali.
Inoltre la gestione dell’Ente Parco da una parte ha così penalizzato gli appassionati delle discipline
escursionistiche e dall’altra presenta una lunga serie di contraddizioni e incongruenze nella gestione del
territorio.
Come appassionati delle discipline escursionistiche ci siamo associati per creare un punto di incontro
virtuale per la discussione su questi temi. Sono nate così le pagine ATES (Associazione tutela
escursionisti e scialpinisti), e i due gruppi omonimi.
Abbiamo anche proposto all’Ente Parco di confrontarci su un pacchetto di ritocchi e integrazioni al
regolamento che ne avrebbero mitigato gli effetti catastrofici sulle attività escursionistiche. L’Ente Parco
avrebbe avuto la collaborazione gratuita ed entusiasta di alcuni tra i più esperti escursionisti di vetta,
sciescursionisti, alpinisti, scialpinisti, cavalieri di campagna, dell’Appennino centrale.
Anche il Ministero Mite non è intervenuto per le modifiche al regolamento. La cosa strana è che se il
Ministero Mite approva in tutto il nuove regolamento, dovebbe poi richiederne l’estensione anche agli altri
Parchi Nazionali e Riserve regionali italiane, in tutti i casi dolve ci sono circostanze ed esigenze
analoghe di tutela ambientale.
Invece il Ministero sembra tranquillamente convivere con questa congtraddizione: il regolamento va
bene per il parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise ma non è il caso di estenderlo.
è come se venisse istituzionalizzato un feudalesimo degli Enti Parco e Riserve, con ognuno libero di
emanare regolamenti anche contraddittori co quelli degli altri Enti. Senza pensare all’immenso
pregiudizio che questi regolamenti possono arrecare alla vita degli appassionati delle discipline della
montagna e delle foreste. Si è creata così una specie di gabbia salariale: le gabbie escursionistiche e
scialpinistiche, con i cittadini italiani che subiscono una disparità di trattamento sul territorio nazionale a
seconda di dove vivono, per l’arbitrio assoluto consentito agli Enti Parco e Riserve. è la morte delle
garanzie costituzionali, la fine dello Stato di diritto.
Dopo il Ministero Mite sarebbero dovuti intervenire a porre questioni all’Ente Parco e ai vertici del
Ministero Mite gli Onorevoli delle Commissioni ambiente di Senato e Camera. Ma forse è pretendere
troppo che affrontino argomenti che vanno molto approfonditi ed anche particolarmente delicati
politicamente perchè si va a porre in esame l’operato degli Enti Parco, che parte dell’opinione pubblica
tende a vedere come i grandi sacerdoti del culto della piccola Greta.
A questo punto gli Enti in Italia che possono chiedere approfondimenti sulla questione al Ministero e
all’Ente Parco diventano i massimi vertici istituzionali e le Procure, che dovranno vagliare se:
- L’Ente Parco ha ecceduto nei suoi poteri
- Se ci sono omissioni da parte del Ministero Mite nel rendere omogenea e paritaria sul territorio
- nazionale la disciplina dei vincoli e divieti
- Se ci sono omissioni da parte degli altri Enti Parco e Riserve nel non estendere in modo sollecito i vincoli e divieti sul territorio nazionale (di fatto pregiudicando in Italia l’escursionismo di vetta, lo sciescursionismo, l’alpinismo, lo scialpinismo, l’equitazione di campagna, l’escursionismo con il proprio cane di compagnia), qualora questi vincoli e divieti siano giusti
- Se è compatibile con il quadro normativo teso alla tutela ambientale che nel territorio del Parco da una parte ci sono queste estreme penalizzazioni degli autentici appassionati della natura e dall’altra parte si è dato il via ad una antropizzazione e denaturalizzazione del territoio e ad un deterioramento dell’habitat degli animali selvatici con la nascita dei ristoranti alberghetti nelle zone più selvagge e preziose del Parco; con la creazione di una rete tipo albergo diffuso di stazzi remoti, abbandonati da decenni ed ormai diruti, nelle aree più integre del Parco, ricostruiti e trasformati in alloggio per turisti; copn la diffusione delle gite in gruppo crepuscolari e notturne (che vanno ad invadere l’ultimo ed ormai unico e disperato rifugio degli animali selvatici: il buio e la notte); con gli eventi delle grandi comitive di associazioni che si dicono “ambientaliste” che organizzano processioni, cerimonie, competizioni, raduni di centinaia di passeggiatori ed addirittura concerti nelle aree selvagge ed integrate del Parco; con l’intensissima attività di pastorizia in alcune zone del Parco (con i branchi di cani feroci liberi di vagare dovunque, una enorme minaccia sia per gli animali selvatici che per gli escursionisti); con le stradee del Parco trasformate in piste per le corse in moto (con il rombo dei motori che le invade le più appartate montagne e schive foreste); con gli altri impianti da sci che occupano il territorio degli orsi; con i Comuni che comprano in gran numero le bici elettriche (invece di aiutare gli anziani, i disoccupati, gli studenti) per fare senza fatica gite in comitiva nelle zone selvagge; con le Guardie del Parco che circolano dovunque in estate ed inverno, a piedi, con gli sci, in jeep; con gli scienziati che catturano gli orsi per mettergli i collari e fare le loro pubblicazioni utili alla carriera, provocando uno stress elevatissimo a quelle povere bestie, e poi è una pena vedere il simbolo della natura libera e selvaggia, l’orso, che gira con il collare degli scienziati al collo.
Quello che è impossibile accettare è che vincoli e divieti valgono solo per alcune categorie di cittadini. Non è possibile che i divieti valgono per gli escursionisti e poi la stessa attenzione alla estrema ed integrale tutela ambientale non vale per i ristorantini, gli alberghetti, le gite notturne, i raduni ed eventi, i pastori, i motociclisti, le guardie, gli scienziati.
E poi se i vincoli e divieti ci devono essere, qualora siano veramente indispensabili e che non siano invece un abuso, allora devono valere in tutto il territorio nazionale, dovunque ci sono orsi, galli forcelli, cervi e caprioli, piantine. Non ci può essere una discriminazione che penalizza solo chi abita nel Parco Nazionale d’Abruzzp Lazio e Molise o chi abita in Abruzzo, o chi abita in Italia centrale, con le stesse regole che non valgono in Trentino o in Piemonte.
