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Il percorso risale l’ampia dorsale culminante nel M. Sassotetto (1624 m) e, attraversati i Prati di Ragnolo, ridiscende a Garulla tagliando il versante settentrionale del M. Castel Manardo (1917 m).Lungo tutto il tragitto il panorama è sempre incantevole con vedute, verso sud, sul massiccio del M. Rotondo e sulle vette del Pizzo Tre Vescovi, del M. Priora e del Pizzo Berro; a est la vista spazia sulle armoniose colline picene fino al mare Adriatico. Nell’attraversare i prati si è spesso accompagnati dal canto delle allodole; volgendo in alto lo sguardo, è facile osservare il gheppio che, in cerca di cavallette e altre piccole prede, rimane quasi immobile a mezz’aria. L’ambiente invernale, particolarmente suggestivo, offre inoltre la possibilità di effettuare escursioni con gli sci.
I pascoli montani dei Prati di Ragnolo regalano, in primavera, spettacolari fioriture. Nella miriade di fiori che li colorano spiccano la genziana maggiore, il narciso dei poeti, la viola d’Eugenia, la peonia officinale e diverse specie di orchidee. In molti prati viene inoltre praticato un periodico sfalcio per la produzione del fieno. Questa attività tradizionali contribuisce a mantenere un’elevata diversità floristica e paesaggistica.
Lungo il percorso, si incontra il Santuario di San Liberato. Completamente immerso nel verde, fu costruito dai confratelli francescani del Santo, dopo l’abbandono, avvenuto nel 1260, dell’antico eremo originario.
