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Il percorso attraversa il versante orientale del M. Zampa, propaggine del M. Sibilla (2.173 m), per scendere a Tofe, nella valle dell’Aso; sale quindi ad Altino per proseguire ai piedi della lunga dorsale che dal M. Banditello (1.873 m) e dal M. Torrone (2.117 m) porta al M. Vettore (2.476 m). Siamo nel “Versante della Magia”, il cui cuore è il Monte Sibilla sul quale si trova la grotta da cui, secondo la leggenda, si accede al regno della mitica Sibilla. La grotta fu raggiunta, nel Medioevo, da studiosi e cavalieri erranti, giunti da tutta l’Europa per svelare quel mistero che ancora oggi avvolge la montagna fatata.
Come per incanto, lungo il tratto del “sentiero dei mietitori” che porta a Colle di Montegallo, si incontra la chiesa rurale più antica del Piceno (IX secolo): S.ta Maria in Pantano. La presenza al suo interno di affreschi raffiguranti le Sibille sta a testimoniare l’antica e frequente usanza di unire riti cristiani e pagani.
Lungo il percorso si incontrano dei castagneti, la cui presenza, sui Sibillini, è limitata a poche aree, soprattutto del versante Est, poiché vincolata alla presenza di terreni marnoso – arenacei. Le castagne, hanno rappresentato, in passato, uno degli alimenti fondamentali per la gente di queste montagne.
